I negozi Dolce & Gabbana hanno fatto una serrata per protestare nei confronti del comune. Giovani in cerca di prima occupazione, precari, disoccupati, esodati, nuovi poveri, alla notizia pensavano di non poter sopravvivere. Fortunatamente i negozi Dolce e Gabbana riapriranno, ed è un grave sollievo per tutti. Possiamo finalmente riprendere a dormire sonni tranquilli.
domenica 21 luglio 2013
domenica 5 maggio 2013
Per aperitivo le amande
Le amande (mandorla in francese) sono frutti di mare molto simili ai tartufi di mare
soprattutto per la consistenza e hanno sapore più intenso. Io le trovo ai magazzini Metro. Le consumo crude condite con aceto di vino rosso mescolato a scalogno tritato e pepe. Ieri però, visto che ne ho acquistata una cassetta (3 chilogrammi), le ho anche preparate sgusciate nel bicchiere immerse in una salsa preparata con ketchup, aceto di mele, scalogno tritato e qualche goccia di tabasco. Ed è un vero piacere gustarle in questo modo.
Le amande (mandorla in francese) sono frutti di mare molto simili ai tartufi di mare
soprattutto per la consistenza e hanno sapore più intenso. Io le trovo ai magazzini Metro. Le consumo crude condite con aceto di vino rosso mescolato a scalogno tritato e pepe. Ieri però, visto che ne ho acquistata una cassetta (3 chilogrammi), le ho anche preparate sgusciate nel bicchiere immerse in una salsa preparata con ketchup, aceto di mele, scalogno tritato e qualche goccia di tabasco. Ed è un vero piacere gustarle in questo modo.
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domenica 28 aprile 2013
Linguine alla salsa d’aglio cotto e prezzemolo, con vongole veraci
Per preparare la pasta con le vongole, i frutti di mare sono tradizionalmente messi ad aprire in un soffritto di aglio, olio e prezzemolo, oppure uniti al soffritto quando sono già aperti. Il soffritto è una tecnica base della cucina occidentale, e si impiega per intensificare i sapori e con essi gli aromi. Volendo però riprodurre i sapori originari degli ingredienti, pur utilizzando gli stessi della ricetta tradizionale, ho utilizzato altre tecniche culinarie. Pertanto olio, prezzemolo e aglio (che ho bollito) li ho coniugati in altro modo, solo mescolandoli in modo da formare una salsa. Le vongole, una volta aperte in tegame le ho aggiunte alla pasta con il proprio guscio per evitare la manipolazione che implica la sgusciatura; la preparazione è stata poi condita con la salsa. La tecniche di cottura adottate sono la bollitura per l’aglio e la pasta, mentre le vongole sono state raccolte in un tegame e aperte per effetto del calore.
per 4
280 g linguine
2 spicchi d’aglio
1 mazzetto di prezzemolo
1 retina di vongole nere o
veraci
olio extra vergine d’oliva
sale
Ho lasciato depurare le vongole in acqua fredda salata per
3-4 ore.
Ho portato in ebollizione una piccola casseruola d’acqua, ho
salato leggermente, unito gli spicchi d’aglio non sbucciati e li ho lasciati
cuocere per circa 10-15 minuti.
Ho pulito il prezzemolo lavandolo ed eliminando i gambi e
l’ho tritato molto finemente con un coltello da cucina.
Ho raccolto le vongole in un tegame, le ho coperchiate, e le
ho fatte aprire a fiamma viva per 4-5 minuti, mescolandole di tanto in tanto.
Ho cotto le linguine in acqua bollente salata.
Ho sgocciolato l’aglio ormai tenero, l’ho sbucciato, raccolto
in una ciotola e lavorato a pomata con una forchetta unendovi qualche cucchiaio
del liquido delle vongole filtrato.
Ho aggiunto all’aglio il prezzemolo, quindi ho versato a
filo l’olio battendo con una piccola frusta o una forchetta, in modo da
incorporarlo agli altri ingredienti.
Ho scolato la pasta, l’ho condita con la salsa e l’ho
completata con le vongole.
La foto che vedete è di Riccardo Marcialis; per una rivista
mi ero divertito a disporre gli spaghetti, ottenuti con questa ricetta, in modo
da ricordare i righi musicali con le vongole e la salsa disposte a mo’ di note
musicali, ed è questa la disposizione fotografata da Marcialis. Ma, ripeto, si
tratta di un gioco. Servite porzioni più abbondanti ai vostri commensali… come
da ricetta.
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sabato 27 aprile 2013
Mizu
A Milano chi ama la cucina giapponese deve sicuramente provare i piatti del ristorante Mizu, in Corso Sempione 10. L'ambiente è molto confortevole, il servizio gentile e professionale, i piatti armonici e di grande piacevolezza.
Tra questi il black cod mizu style, ossia il baccalà nero dell'Alaska che per sapore, consistenza, gradevolezza merita di essere assaggiato.
Gli amanti del sashimi lo possono ordinare a singoli pezzi così da comporre il proprio piatto e soddisfare pienamente i propri gusti. Quello qui fotografato, per esempio è di sole cappesante e calamari, ovviamente crudi. Da notare l'eleganza della preparazione.
Carta dei vini più articolata rispetto agli altri ristoranti giapponesi, che comprende anche Champagne.
A Milano chi ama la cucina giapponese deve sicuramente provare i piatti del ristorante Mizu, in Corso Sempione 10. L'ambiente è molto confortevole, il servizio gentile e professionale, i piatti armonici e di grande piacevolezza.
Tra questi il black cod mizu style, ossia il baccalà nero dell'Alaska che per sapore, consistenza, gradevolezza merita di essere assaggiato.
Gli amanti del sashimi lo possono ordinare a singoli pezzi così da comporre il proprio piatto e soddisfare pienamente i propri gusti. Quello qui fotografato, per esempio è di sole cappesante e calamari, ovviamente crudi. Da notare l'eleganza della preparazione.
Carta dei vini più articolata rispetto agli altri ristoranti giapponesi, che comprende anche Champagne.
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giovedì 25 aprile 2013
Ho trascurato questo blog anche perché mi sono dedicato alla mia pagina
https://www.facebook.com/cucinagioiosa?ref=hl
ma adesso vedo di rimediare e recuperare tempo. Poi ho qualche novità che vi dirò prossimamente.
https://www.facebook.com/cucinagioiosa?ref=hl
ma adesso vedo di rimediare e recuperare tempo. Poi ho qualche novità che vi dirò prossimamente.
Tabulè di quinoa
E’ un piatto gradevole, ottimo nei mesi caldi, buono in ogni stagione. Differisce dal
tabulè con il bulgur o il cus cus, in
quanto utilizzo la quinoa, che non è un cereale, è priva di glutine, ha un indice
glicemico basso ed è una fonte alimentare preziosa. Inoltre impiego la feta
come per l’insalata greca e ho completato il piatto con sesamo nero ed erba
cipollina, una vera preparazione fusion se consideriamo che la quinoa è
prodotta nell’America del Sud.
per 4
1 bicchiere di quinoa
8 pomodorini
2 cipollotti rossi
120 g di feta
qualche oliva nera
fili d’erba cipollina
2 cucchiaini di sesamo nero
olio evo
sale
Faccio cuocere la quinoa con 2 bicchieri d’acqua salando
leggermente. Dopo circa 15 minuti di cottura, ossia quando la quinoa avrà
assorbito tutta l’acqua, la verso in un colino e la sciacquo velocemente. La
sgocciolo, la metto in una insalatiera.
Mentre cuoce lavo e taglio i pomodorini a spicchi, affetto
la cipolla, sciacquo la feta e la taglio a pezzetti, snocciolo le olive e le
taglio a metà nel senso della lunghezza. Taglio l’erba cipollina a lunghi segmenti. Unisco gli ingredienti alla quinoa, salo
leggermente, aggiungo l’olio, mescolo , cospargo il sesamo e servo.
Se preferite servirla in bicchierini o tazze individuali,
come da foto, condite la
quinoa con metà olio e distribuitela nei recipienti; condite l’insalata con
sale e il rimanente olio e disponetela sopra la quinoa.
Cospargetevi sopra il sesamo, completate con l’erba
cipollina e servite.
Ringrazio Arabella
per la foto che ha scattato a questo mio piatto che pubblico.
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domenica 7 aprile 2013
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